Passiamo tempo a formare noi stessi, a scegliere i vestiti
che ci stanno meglio, a crearci uno stile, a darci una forma, a farci paranoie
inutili su come siamo, a compiacerci davanti allo specchio. Poi abbiamo bisogno
di partire, di allontanarci, di fissare per minuti un fiume che scorre con la
sensazione che ci pulisca la coscienza, o di fare quelli che ci stanno dentro
sempre con picchi di egocentrismo abbestia che aiutano solo gli altri a capire
che in realtà dentro non ci stiamo per niente.
Allora quando perdi la bussola la cosa migliore che puoi fare a andare da chi, nella maniera più pura e semplice possibile ti può indicare la direzione, o almeno farti capire a che punto sei. Ecco, in questo caso ti rivolgi all’Amico, non a caso con al A maiuscola. Quello che quando si fa sentire è per cagate, quello che ti fa piangere a suon di realtà sbattuta in faccia, quello che insomma non si risparmierà davanti ai tuoi occhi, e non si limiterà a un teatrino da “le 3 T”, ovvero “Ti sono vicino, Ti capisco, e poi Ti abbraccia”. NO. Lui o lei ti dice quello che vede e al massimo ti da una pacca sulla spalla. Se invece volete evitare coinvolgimenti emozionali e psicologici di qualsiasi genere vi consiglio un nuovo interlocutore: un bambino, o meglio ancora, l’adolescente 13enne. Io sono avvantaggiata perché con i ragazzi lavoro, ma fidatevi, sono un curioso modo di specchiarsi. Evidenziano le priorità, l'eccesso e i difetti, quest'ultimi proporzionalmente a quanto gli stai sulle palle.
Allora quando perdi la bussola la cosa migliore che puoi fare a andare da chi, nella maniera più pura e semplice possibile ti può indicare la direzione, o almeno farti capire a che punto sei. Ecco, in questo caso ti rivolgi all’Amico, non a caso con al A maiuscola. Quello che quando si fa sentire è per cagate, quello che ti fa piangere a suon di realtà sbattuta in faccia, quello che insomma non si risparmierà davanti ai tuoi occhi, e non si limiterà a un teatrino da “le 3 T”, ovvero “Ti sono vicino, Ti capisco, e poi Ti abbraccia”. NO. Lui o lei ti dice quello che vede e al massimo ti da una pacca sulla spalla. Se invece volete evitare coinvolgimenti emozionali e psicologici di qualsiasi genere vi consiglio un nuovo interlocutore: un bambino, o meglio ancora, l’adolescente 13enne. Io sono avvantaggiata perché con i ragazzi lavoro, ma fidatevi, sono un curioso modo di specchiarsi. Evidenziano le priorità, l'eccesso e i difetti, quest'ultimi proporzionalmente a quanto gli stai sulle palle.
Dopo 4 mesi di conoscenza, esattamente dopo 32 ore di
conoscenza, uno di loro mi ha designato. Eccomi.
Sono una Mary Poppins apparentemente di alto borgo come mostra la collana di perle. Una bella facciata smentita dalla sobria bombetta con fiorellino, nell'insieme probabilmente è anche un pò comunista. Tanti colori, ma i palloncini??? Cosa avranno voluto dire? Cosa nasconde dietro il vestito? Perchè non ho i piedi? Meglio non sapere.

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